Scritto da  2011-11-20

Costituzione

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LA COSTITUZIONE (accenni)

 

I. INTRODUZIONE

 

A. Per governare e dirigere la chiesa si organizzerà nel Convegno Generale un Comitato Direttivo formato dai seguenti componenti: Un Vescovo Presidente, un Vescovo Vicepresidente, un Segretario Generale, un Tesoriere Generale, un Segretario di Missioni, un Segretario di Evangelismo, un Segretario di Educazione, ed un Segretario di Assistenza Sociale. 

 

B.  Nessuna persona potrà occupare più di un posto nel Comitato Direttivo. 

 

C. I membri del Comitato Direttivo eletto resteranno in carica per un periodo di 4 anni a partire dalla loro elezione, oppure fino a quando siano eletti i successori. Alla fine di detto periodo e nel Convegno Generale Elettorale, si effettuerà una nuova Elezione. I nuovi funzionari prenderanno immediatamente possesso delle loro cariche al termine del Convegno che li ha eletti., Art. 3:1-3. 

 In questo modo l’esecutivo del Comitato Direttivo Generale è pronto per governare e dirigere questa Chiesa. Col nome di Corporazione, deve intendersi l'insieme di Chiese o congregazioni che hanno come nome"Assemblea Apostolica della Fede in Cristo Gesù”. Questa è un corpo organizzato con mete e propositi definiti e specifici, i quali abbiamo già spiegato nella prima lezione sulla Costituzione. 

In questa lezione analizzeremo i Convegni Generali, il Comitato Direttivo Generale, e le Confederazioni. Ogni Ministro deve abituarsi alla struttura generale dell’Assemblea, conoscere l'ordine da seguire a livello nazionale e compierla in tutti i suoi aspetti.

Questa organizzazione nazionale veglia su  tutti gli interessi dell'Assemblea che è l'opera di Dio, e cura che tutto sia conforme agli accordi generali e le leggi della costituzione. 

 

II. I CONVEGNI GENERALI

 

A. Articolo 23 

 

B. La storia dei CONVEGNI GENERALI  della nostra Assemblea data l'anno 1930, quando per la prima volta, si riunirono tutti i ministri di una Fede comune per organizzare i lavori e gli sforzi nell'opera di Dio, come eserciti in ordine, e lanciarsi alla conquista della salvezza delle anime in tutto il mondo. Il compito è stato difficile, arduo, ed immenso, tuttavia, non è stato invano e, nonostante tutto, il lavoro è bello e ricompensato.

Tuttora, si continuano ad aprire missioni, ed altri ministri e congregazioni continuano ad aderire a questa corporazione di Chiese Apostoliche. È in questi Convegni che si analizzano i temi generali, nazionali e dei campi missionari.  Gli accordi presi in questi Convegni sono la massima autorità e solo in un altro Convegno di questa natura si possono  ratificare o rettificare gli accordi presi su qualunque categoria. Solo in questi Convegni tutti i ministri affiliati prendono gli accordi, che dirigono tutta l'Assemblea. 

 

 

III. IL COMITATO DIRETTIVO NAZIONALE

 

A. Articolo 20 "Poteri del Comitato Direttivo Generale." 

 

B. Articolo 7 e 8 Doveri e  competenze del Vescovo Presidente."

 

C. Articolo 9 "Doveri del Vescovo Vicepresidente." 

 

D. Articolo 10 e 11 Doveri e competenze del Segretario Generale." 

 

E. Articolo 12 e 13 "Doveri e competenze del Tesoriere Generale." 

 

F. Articolo 14 e 15 "Doveri e competenze del Segretario di Missioni Estere."

 

G. Articolo 16 “Doveri del Segretario di "Evangelismo.” ( o Missioni Nazionali)

 

H. Articolo 17 e 18 "Doveri e competenze del Segretario di Educazione."

 

I. Articolo 19 "Doveri del Segretario di Assistenza Sociale."

 

Il Comitato Direttivo Nazionale è l’organo che da un  Convegno Generale all’altro, prende gli accordi  necessari per lo sviluppo ed il  funzionamento di tutta l'Assemblea, ed insieme al Corpo Episcopale, dirigono i lavori nazionali e distrettuali.

 

IV. LE CONFEDERAZIONI NAZIONALI

 

A. Il Vescovo Presidente è il consigliere delle Confederazioni. Queste si scelgono rispettivamente ogni due anni nei Convegni Generali. 

Il proposito di questi dipartimenti è quello di assistere alle necessità dei differenti gruppi della Chiesa, e controllare le Federazioni dei Distretti costituiti dall'Assemblea a livello nazionale. 

Le Confederazioni ricevono e lavorano sui progetti che nei  Convegni Generali o il Comitato Direttivo Generale assegna loro. Queste, per mezzo delle Federazioni eseguono i piani che si sono proposti per riunire i fondi di ogni progetto. 

 

B. Le tre Confederazioni di Uomini, Donne e Giovani sono composti da un Presidente, un Vicepresidente, un Segretario ed un Tesoriere. Ognuna di queste Confederazioni ha i propri regolamenti, a parte della Costituzione Generale della Chiesa alla quale sono soggetti. 

Raccomandiamo che ogni ministro legga e studi gli statuti dei dipartimenti per familiarizzare con questi doveri e lavori, in virtù dei quali i dipartimenti sono le braccia forti dell'Assemblea, con cui si stanno realizzando i propositi dell'Organizzazione Apostolica. 

Queste Confederazioni lavorano sotto la responsabilità del Comitato Direttivo e del  Corpo Episcopale alla quale sono soggetti. Le Confederazioni non sono superiori all'episcopato, ma lavorano in collaborazione affinché si sviluppi l'Opera di Dio nel modo più sereno ed armonioso possibile. La comunicazione è la base del buon ordine e decoro in tutti i dipartimenti di quest’Assemblea. 

 

V. CONCLUSIONE

 

Abbiamo visto il panorama dell'Organizzazione a livello nazionale dai poteri dei Convegni Generali fino ai lavori delle Confederazioni. Il proposito è che possiamo avere la conoscenza sull'Organizzazione Nazionale, e crediamo che questo lo familiarizzerà  con la Costituzione ed i lavori generali. 

Ci siamo resi conto che quando tutta l'organizzazione si rispetta reciprocamente secondo il proprio ordine, non ci sono conflitti tra un dipartimento ed un altro. Possiamo vedere che lo Spirito Santo opera come vuole, nel Corpo di Cristo che è la Sua Chiesa, collocando ad ognuno, secondo la sua volontà, come pietre vive nell'edificio (tempio) con amore Ef. 4:16, 2:20-21. 

 

LEZIONE IV

 

L'ORGANIZZAZIONE A LIVELLO LOCALE

 

I. INTRODUZIONE 

 

La chiesa locale in realtà è la forza motrice che muove l'organizzazione nei suoi interessi generali. Le chiese locali forti e ben organizzate sono una potenza per la corporazione. In questa lezione analizzeremo il governo locale, le responsabilità dei leader, il funzionamento  dei dipartimenti ed i rispettivi responsabili. 

Il proposito è di far conoscere ad ogni ministro, ed agli aspiranti al ministero, il movimento dell'organizzazione in una chiesa locale secondo come  indicato nella  Parola di Dio e nella Costituzione dell'Assemblea Apostolica. 

La mancanza della conoscenza organizzativa, e la mancanza della sua pratica, in una Corporazione sono cose che disturbano la  crescita e il funzionamento. L'Assemblea Apostolica necessita che i suoi ministri conoscano a fondo il sistema che la governa. La causa di divisioni e la decadenza economica che si è sofferto, sono conseguenze dell’inadempienza dei principi Biblici e Costituzionali. Pertanto, queste lezioni hanno il proposito di avvertire contro questi pericoli in tutta la Chiesa. 

 

II. L'ORGANIZZAZIONE DELLE CHIESE LOCALI

 

È dovere dei Vescovi Supervisori, insieme agli Anziani Ausiliari e rispettivi Pastori, organizzare debitamente conforme la Costituzione dell'Assemblea ogni Chiesa locale, secondo gli statuti dei dipartimenti, affinché non ci sia uno squilibrio nel funzionamento corretto in ogni parte costituita della Chiesa. 

 

 

A. Dall’articolo  63   all’articolo 67    

 

 

III. IL GOVERNO DELLE CHIESE LOCALI

 

A. Dall’articolo 68   all’articolo 70   

 

IV. IL SISTEMA ECONOMICO E LE  RESPONSABILITA’ LOCALI

 

V.  I MEMBRI E GLI  OBBLIGHI LOCALI

 

A. Articolo 72

 

VI. DIPARTIMENTI E MINISTERI LOCALI

 

Oltre quello che dice l'Articolo 72 con riferimento ai doveri dei membri della Chiesa, ognuno di essi dovrà anche familiarizzare coi regolamenti dei tre dipartimenti, in tutti i livelli, Confederazione, Federazione, Settore e locale rispettivamente. Questo aiuterà ogni membro ad orientarsi nel suo dipartimento, ed a coinvolgersi  nell'opera del Signore, affinché sviluppi i suoi talenti e sia attivo nella chiesa. 

Questi dipartimenti sono stati  creati col proposito di aiutare i membri, secondo l’età e stato sociale, nella partecipazione delle attività e progetti della Chiesa , tenendo così alto l’interesse nelle cose del Signore. Naturalmente, il suo lavoro aiuterà l’opera di Dio ad andare avanti.

In varie Chiese locali si sono scoperti e praticati altri ministeri che, in modo  organizzato, sono stati effettivi sotto molti aspetti. Di seguito ne elenchiamo alcuni: 

 

A.            Accelerated Christian Education (A.C.E) (Scuole Cristiane).

 

B.            Predicazione ed Evangelizzazione nelle prigioni.

 

C.            Musica. 

 

D.            Registrazioni, (studi Ministeriali e sermoni). 

 

E.            Visite (Ospedali) asili, malati, vedove.

 

F.            Letteratura Cristiana. 

 

G.            Evangelismo locale (Studi Biblici per le Case - Radio). 

 

Questi ministeri hanno prodotto già i risultati desiderati in quelle Chiese che sono stati praticati, come altri programmi. Questo vuole dire che il campo è molto ampio ed aperto per lo sviluppo di altri ministeri effettivi per la gloria di Dio. 

 

VII. CONCLUSIONE 

 

In questa lezione, abbiamo presentato i lavori e doveri a livello Locale dell'Organizzazione. Tutti gli articoli presentati si devono leggere e studiare debitamente per utilizzarli al massimo nel lavoro ministeriale.

I ministeri approvati, ma che non sono stati scritti come leggi, rimangono come  opzioni a giudizio dei supervisori i quali decideranno se autorizzarli. Ogni organizzazione ha bisogno di accordi generali per funzionare bene. 

 

LEZIONE V

 

LA LEALTÀ DEL MINISTRO APOSTOLICO

 

I.   INTRODUZIONE

 

Il capitolo 15 della Costituzione Articolo 38 ci parla della "lealtà".

Si riferisce esclusivamente ai doveri che contraiamo accettando il ministero Apostolico. Il Dovere di credere e praticare la dottrina del Signore, di essere d’accordo nel praticare il sistema economico e organizzativo dell'Assemblea. Contemporaneamente si  deve conservare l'unità della fede  non violare i principi dottrinali e lottare a favore della fratellanza. Di tutto questo parleremo in questa lezione, con l'aiuto di Dio, ampliando questi accordi con lo scopo che siano ben compresi da tutti. Oltre a ciò, aggiungeremo alcune cose rispetto la "lealtà" che crediamo siano di molta importanza per ogni ministro. 

Presenteremo questo tema sotto quattro differenti aspetti abbracciando le aree in cui il ministro ha bisogno di proteggere la sua lealtà verso Dio, la sua famiglia, la Chiesa, e verso coloro che non conoscono al Signore. Vegliando potremo così dare una buona testimonianza per  Dio.

II.      LEALTÀ VERSO DIO

 

Innanzitutto definiamo alcuni termini. Lealtà è sinonimo di fedeltà che significa esattezza nel compimento di un compromesso, pratica completa di una persona ad una causa. Questo vuole dire fedele, uno che compie i suoi compromessi; la stessa cosa è essere leale, retto e reale. 

E’ chiamato anche fedele colui che usa il peso giusto delle bilance. Tutto questo  si relaziona con essere nobile, onesto e sottomesso. Il contrario di lealtà è slealtà, infedeltà, inesattezza, la mancanza di compimento, la bugia l'ipocrisia. In Proverbi 20:23 dice:Il peso doppio è un abominio all'Eterno, e la bilancia falsa non è cosa buona." Pertanto, il Signore in modo speciale, richiede la lealtà dai suoi ministri. 

Citeremo solo due casi positivi e due negativi per illustrare l'importanza della lealtà verso Dio. Noè, il grande costruttore dell’arca del diluvio. Con le poche parole di Dio lui svolse fedelmente il compito che gli fu affidato. Seguì alla lettera le istruzioni di Dio. Crediamo che Genesi 6:22 dice tutto al riguardo: " E Noè fece così, fece esattamente tutto ciò che DIO gli aveva comandato. " 

Questo è lealtà alla Parola di Dio.

Al  secondo posto menzioneremo San Paolo, il grande Apostolo e Maestro dei Gentili. In Filippesi  4:8-9 ci parla della lealtà in tutto; " Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose. Quelle cose che avete imparato, ricevuto e udito da me e veduto in me, fatele, e il Dio della pace sarà con voi. " Questi due esempi positivi di fedeltà devono ispirarci  a praticarla anche noi. Notiamo quante volte usa San Paolo la parola "tutto" in questa parte di Filippesi 4:6-19. Questo ci dice  che al Signore bisogna servirlo con tutto il cuore.

 

Ora consideriamo i due casi negativi. Innanzitutto Saul, il primo re d'Israele, il quale nell’attesa di  Samuele affinché offrisse il sacrificio a Dio, si spazientì ed offrì egli stesso il sacrificio violando le leggi di Dio. " Allora Samuele disse a Saul: Tu hai agito stoltamente; non hai osservato il comandamento che l'Eterno, il tuo DIO, ti aveva prescritto…I Sam. 13:13. Conosciamo già i risultati e la deplorevole fine di Saul; per non essere stato fedele al Signore il suo regno gli fu tolto. La lealtà al Signore  è molto importante! Ci sono molte illustrazioni di disubbidienze nella Bibbia, scritte per il nostro esempio.

In secondo posto menzioneremo Giuda, il discepolo che tradì il Maestro. Il Signore gli affidò la borsa dei soldi, o forse Giuda si offrì perché amava il denaro? Crediamo che forse il Signore volle svegliarlo dal suo errore, per esempio quando disse a tutti: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo. Or egli alludeva a Giuda Iscariota,  figlio di Simone, perché egli stava per tradirlo, quantunque fosse uno dei dodici. ». ",  Giov. 6:70-71.

L'altra occasione fu durante l'ultima cena quando disse: «In verità vi dico che uno di voi mi tradirà». Matteo 26:21. Queste furono delle buone opportunità per riflettere, ma l'uomo infedele col suo cuore capriccioso non capì la parola di Dio. 

 

III.  LEALTÀ VERSO LA FAMIGLIA

 

Applichiamo tutto ciò che la lealtà significa nella cura familiare del ministro. La famiglia è una parte  che non dobbiamo trascurare per nessun motivo. Una famiglia forte rende un ministro forte. Anche la lealtà significa consistenza. Alcuni membri della famiglia falliscono per causa della perseveranza del ministro verso i suoi doveri e comportamento, nelle proprie attività, non solo nella Chiesa, ma anche nella sua casa.

Avere due personalità, una dietro al pulpito e una in casa, non è buono, poiché porta conflitti e confusione, principalmente a coloro che cercano un pretesto per scoraggiarlo nei confronti della  Chiesa. Certamente non ci sono scuse, perché la Bibbia richiede una buona condotta dai suoi ministri: ".... Ma se uno non provvede ai suoi e principalmente a quelli di casa sua, egli ha rinnegato la fede ed è peggiore di un non credente. ", I Tim. 5:8. in un’altra parte  dice: ".... che governi bene la sua casa che abbia i suoi figli in legatura con ogni onestà perché quello che non sa governare la sua propria casa, come baderà alla Chiesa di Dio"? I Tim. 3:4-5.  Crediamo che queste cose che sono ordini spirituali della Parola di Dio, devono essere considerate seriamente come obblighi di ogni candidato al Sacro Ministero della Chiesa.

Una volta che il ministro accetta tutti i suoi obblighi, e superato tutti gli esami necessari, non deve mai credere che la sua nomina lo renderà un migliore marito o padre. Al contrario, ora ha molta più responsabilità di prima verso la sua famiglia. Si può dire che ha il doppio compito di curare la Chiesa e curare la sua casa. (soddisfare, proteggerla e provvedere il  necessario affinché ci sia sempre felicità e soddisfazione). Ci saranno indubbiamente lotte e prove, ma tutto diventerà più facile e leggero avendo una lealtà come quella di Cristo verso la sua Chiesa: "... come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei," (Efesini 5:25). 

La famiglia del ministro è un tesoro. Non si deve separare dal ministero; deve essere unita e deve essere in armonia con tutti e tutto. Il ministro che usa la sua famiglia nel suo ministero sarà un uomo attivo nell'opera di Dio. Per questo motivo si devono condividere  sogni, ideali ed ambizioni tra tutti per poter raggiungere progetti e mete comuni. 

È stata la slealtà, specialmente fra i coniugi, che ha portato rovina e morte a molti,  per l'affannarsi della vita e la vista nelle cose di questa terra, sono caduti negli errori più tristi nel matrimonio. Quello che abbiamo visto e sentito ci spinge ad insegnare ai ministri giovani e agli  altri, che facciano molta attenzione in questa parte per onorare il nostro ministero che Dio ci ha dato.

La trascuratezza dei figli in casa è stato un altro fattore che ha portato vergogna nella Chiesa. A volte il motivo è perché i genitori hanno altri interessi e, con rammarico a volte è quello che comunemente chiamiamo "l'opera di Dio". I figli cercano di attirare l'attenzione su ciò che hanno bisogno, e noi  gliela  neghiamo perché siamo "occupati". Riusciamo a capire la Parola di Dio che ci dice: ".... Ma se uno non provvede ai suoi e principalmente a quelli di casa sua, egli ha rinnegato la fede ed è peggiore di un non credente.", I Tim. 5:8.! Che Dio ci dia intendimento per proteggere innanzitutto la nostra famiglia, affinché non manchi niente, offrirgli una  guida, protezione, e provvedere ai loro bisogni,.... , insegnare loro il cammino verso Dio, affinché essi l'insegnino ai loro figli con amore e verità. 

 

IV. LEALTÀ VERSO LA CHIESA

 

Nell'introduzione abbiamo  detto che avremmo parlato in questo  capitolo decimo della nostra Costituzione articolo 37, sulla  lealtà. Se non è stato  letto, bisogna leggerlo e studiarlo opportunamente in questa lezione. 

In questo articolo si consiglia saggiamente e si indicano gli obblighi morali che ogni ministro si è compromesso di adempire con l'Assemblea Apostolica. Quando accettiamo di essere iniziati od ordinati al ministero, automaticamente stiamo promettendo innanzitutto davanti a Dio, e poi davanti alla chiesa., lealtà alla fede Apostolica, e non solo all'articolo 38, bensì a tutta la Costituzione Generale.

Contemporaneamente c'impegniamo a compiere fedelmente con il sistema economico ed organizzativo di questa Assemblea. Abbiamo già studiato ciò che vuole dire lealtà, e faremo bene a ripassare quei punti. Nessuno dovrebbe accettare un compromesso cosi grande, se non è sincero su i suoi propositi espressi davanti a tanti testimoni. La Chiesa ha bisogno in realtà di uomini e donne che promettono e compiono, che amino l'opera di Dio e che diano a Dio quello che è di Dio. 

L'articolo citato ci parla della "unità dello Spirito” e della "unità della fede”. Con questo si sottolinea il buon comportamento che deve regnare fra i  ministri. Il fatto che siamo il bersaglio di tutti, deve unirci di più per aiutarci, proteggerci ed onorarci gli alcuni agli altri. Il nemico cerca di colpire coloro che sono ai vertici  per disunirli e distruggerli ma, dove ci sono armonia e pace, lì abita lo Spirito di Dio, "E chi è quello che vi potrà fare male, se voi seguite il bene"? , I Pedro 3:13. La maggioranza delle fratture, di quelli che mutilano il Corpo di Cristo, sono stati quei ministri scontenti ed ingannati che sono caduti vittime dei propri errori e sciocchezze.

Tutto si riflette nella mancanza di lealtà in "conservare l'unità dello Spirito nel vincolo della pace.... In generale, non sono le pecore quelle che escono e formano altri movimenti, ma sono quasi sempre ministri. Il motivo è che non hanno mai preso coscienza di quello che significa la lealtà , perché se forse qualche volta avevano preso coscienza, dopo l’hanno persa a causa dell'inganno del peccato. Perché il peccato molte volte non è solo fisico, ma anche spirituale. 

 

V. LEALTA’ VERSO QUELLI  DI FUORI 

 

Ci resta da  dire ancora una cosa su questo argomento, all'importanza di mantenere una testimonianza  irreprensibile, non solo nella Chiesa, ma anche con quelli di fuori. È bello leggere in Fatti 2:47 che la Chiesa del Signore "lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati.." Un'altra cosa meravigliosa è sapere che la gente chiamò per la prima volta Cristiani i discepoli in Antiocchia (Fatti 11:26). Questo fu per la buona testimonianza che i discepoli davano come figli di Dio. Essi non si appropriarono di quel nome ma gli fu dato perché nelle loro azioni somigliavano a Cristo il loro Maestro. Si realizzò la parola detta dal Signore quando disse: "Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri",  Giov.13:35. Con questo vogliamo dire che la testimonianza che rendiamo davanti a quelli di fuori è molto importante.

Qui calza il seguente testo: "Abbi cura di te stesso e dell'insegnamento, persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e coloro che ti ascoltano. ", I  Tim. 4:16. 

È molto importante che il ministro di Dio si comporti bene verso  quei di fuori:"Or bisogna pure che egli abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinché non cada nell'ingiuria e nel laccio del diavolo", I Tim. 3:7. I lavori materiali devono essere svolti correttamente. In questo tempo sembra impossibile non avere debiti, però il servo del Signore deve essere sempre corretto con i suoi pagamenti. Ma se gli è possibile non indebitarsi, è molto meglio. Così non sarà legato in compromessi che lo soggioghino o gli impediscano di rendere di più per il Signore.

Ad ogni modo, bisogna fare moltissima attenzione quando si tratta  di denaro e commercio. Bisogna essere legali, onesti, e giusti per non causare alcun danno all'opera del Signore.  Le nostre conversazioni con quelli di fuori siano con grazia, pace ed amore in ogni tempo. San Paolo dice: "Ricorda loro queste cose, scongiurandoli davanti al Signore a non fare vane dispute di parole che non giovano a nulla, ma sono deleterie per coloro che ascoltano.... Ma evita i discorsi vani e profani, perché fanno progredire nell'empietà;", II Tim. 2:14-16.

 "avendo una buona coscienza affinché, quando vi accusano di essere dei malfattori, vengano svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo." I Pietro 3:16. 

Il ministro deve essere chiaro nel suo comportamento. Deve essere l'esempio della comunità. "Rivestitevi dell'intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo" (Efesi 6:11). "soprattutto, prende lo scudo della fede", questo è lo scudo della fedeltà, la lealtà e la verità, con attaccamento alla Parola di Dio, e saremo fermi e costanti fino a che Il  venga.

CONCLUSIONE

 

Abbiamo visto da quattro punti di vista l'importanza della lealtà nel Ministero Apostolico. Soprattutto abbiamo detto che la fedeltà di Dio è di primaria importanza, Noé e San Paolo furono gli esempi positivi come compiere la Parola di Dio. Saul e Giuda furono gli esempi negativi di disubbidienza alla stessa. Abbiamo visto che il ministro e la sua famiglia sono un'unità che deve compartire i piani e le  aspirazioni del lavoro del Signore, e che l'uomo di Dio deve provvedere al suo sostentamento e felicità. 

Nelle ultime due sezioni abbiamo parlato sulla necessità di essere fedeli al voto di fedeltà espresso all’amministrazione, promettendo fedeltà e rispetto su  tutti i doveri inerenti al ministero. Alla fine abbiamo concluso con l’argomento sulla buona testimonianza che ogni ministro deve avere con  quelli di fuori, perchè questo è un vantaggio  per la Chiesa, e per la  loro salvezza. 

 

 

 

ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE AMERICANA E APPLICABILITA’ IN ITALIA

 

ARTICOLI

DESCRIZIONE

APPLICABILITA’  IN ITALIA  OGGI

1 e 2

Denominazione e finalità della chiesa

Si applicano tutti gli articoli

Dal 3 al 14

Organizzazione Comitato Direttivo

Si applicano tutti gli articoli (con eccezione del numero dei componenti del C.D.)

15 e 16

Segretari missioni estere e nazionali

No si applica perché non abbiamo tali missioni ora.

17 e 18

Segretario educazione cristiana

Si applicano tutti gli articoli

19

Segretario assistenza sociale

Non si applica per mancanza di un programma

20

Poteri del   C.D.

Si applicano tutti gli articoli

21

Stipendi e aiuti

Si applica secondo le possibilità e accordi nazionali

22

Recessi rinunce e cess.

Si applicano tutti gli articoli

23 e 24

Convegni generali

Si applicano solo per i convegni generali

25 e 26

Opera missionaria

Non si applica per mancanza di missioni ora.

27

Dipartimenti letteratura

Si applica conforme ai bisogni interni italiani

28

Credenziali

Si applicano tutti gli articoli

29

Riunioni episcopali

Non si applicano per mancanza di vescovi

30

Templi e proprietà

Si applicano tutti gli articoli

31

Fedecommesso

Per ora non si applica per mancanza di fondi

32

Relazione con altre organizzazioni

Si applicano tutti gli articoli

33

Società di vari gruppi

Si applicano tutti gli articoli

34

Privilegi

Si applica in base alle necessità  italiane

35

rinunce

Si applicano tutti gli articoli

36 e 37

Giudizi  e destituzioni

Si applicano considerando la struttura italiana

38 e 39

Lealtà e violazione cost.

Si applicano tutti gli articoli

40 al 54

Organizzazione dei distretti

Per il momento non si possono  applicare interamente per la mancanza di distretti.

55

Sistema economico chiese

Si applicano tutti gli articoli

 

 

 

56

Sistema economico Ministeriale

Si applicano tutti gli articoli ( i pastori versano la loro decima al fondo generale e non al distretto)

57 al 62

Il corpo ministeriale

Si applicano tutti gli articoli

63 al 67

Organizzazioni delle chiese locali

Si applicano tutti gli articoli

68 al 71

Governo delle chiese locali

Si applicano tutti gli articoli

72 e 73

Disciplina per i membri della chiesa

Si applicano tutti gli articoli

 

 

 

 

Letto 7269 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Dicembre 2011 17:45

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